Non dite a mia madre che sono un blogger _ Lei mi crede pianista in un bordello

domenica 18 maggio 2008

Sardinia Blues _ Flavio Soriga

flavio soriga - sardinia blues - I milanesi credono che quest'isola sia un posto esclusivo abitato da milionari russi che ordinano gin tonic e aragoste nei ristoranti sul mare dove tutti hanno cravatte di Gucci e infradito di Prada, un cazzo -

Uno dei libri più interessanti degli ultimi anni è certamente Sardinia blues, di Flavio Soriga (Bompiani). I protagonisti del romanzo sono tre giovani amici, uniti dal beffardo destino di essere stati lasciati da tre diverse ballerine, di essere più o meno disoccupati e di essere attorniati da una realtà deprimente e conservatrice. Soriga li insegue nei loro movimenti e registra i loro dialoghi; Davide Pani (la voce narrante) Corda e Licheri si aggirano nella provincia sarda combattendone la sua dura mollezza attraverso le armi del sarcasmo e uno sguardo disincantato ma consapevole.
E' impossibile non notare la somiglianza e la vicinanza dei tre protagonisti di Sardinia Blues con gli altri tre giovani antieroi post-moderni di un romanzo cult come Generazione X: tutti e sei - sovraistruiti e sotto-occupati - vivono e si muovono in un mondo che ha sempre meno senso, mutevole, indecifrabile e senza punti di riferimento.
La Sardegna di Sardinia Blues è l'opposto di una cartolina, di una visione edulcorata e sterotipata di terra da vip; ma non è nemmeno una rivisitazione di quei paesaggi letterati tipici (da Deledda a Salvatore Niffoi) di una terra ancestrale e selvaggia.

- Il Paradiso delle Vacanze, c'è scritto nei depliant turistici delle agenzie di viaggio di tutto il mondo, l'Isola dei vip, dove i reali di Spagna e le popstar britanniche e gli oligarchi russi vengono a bagnare i più milionari dei sederi e le loro donne a fare ammirare i più perfetti dei seni, Sardinia, l'isola dell'esclusività e del jet-set, gridano decine di migliaia di brochure patinate in tutta la terra, questa stessa isola, piuttosto lontano da qui -

La scrittura di Soriga è un flusso trascinante e senza interruzioni, che a volte assomiglia al linguaggio di Ammaniti e che, come Ammaniti, riesce a descrivere il ridicolo e il paradosso delle cose e degli eventi.

- Carattere degli abitanti: docile, tasso di criminalità: basso, organizzazioni del crimine: non presenti, tasso di disoccupazione: alto, tasso di noia: infinito, tasso etilico medio nella popolazione di sesso maschile: assurdamente elevato, possibilità di lavoro in zona per un laureato di trent'anni: assurdamente basse -

QUI il sito di Flavio Soriga.
QUI il suo myspace.

Continua a leggere il post - Testo tratto da Sardinia Blues
- Io sono un narratore così modesto, così inconsistente che non vinco nemmeno i concorsi della parrocchia come questo, io sono uno scrittore votato al falimento, e quel che peggio è che sono uno scrittore fallito sardo, se fossi un giovane scrittore senza successo nordamericano potrei almeno sperare un giorno di diventare un giorno uno scrittore di successo nordamericano e di girare le città del mondo ubriaco e affascinante, Yes, my name is Corda, risponderei alle domande del pubblico e porterei i miei capelli ricci e scuri con arroganza, ma io sono invece soltato un autore fallito sardo, e se anche finalmente a un certo punto dovessi riuscire a scrivere e pubblicare un grande libro e ad ottenere in questo modo un certo successo di critica e di pubblico, comunque, signori miei, sarei diventato al massimo uno scrittore di successo sardo, e allora la mia sorte sarebbe persino peggiore d quella attuale perchè dovrei girare per i premi letterari italiani davanti a un pubblico triste come questo di stasera, dovrei parlare dei monti e dei banditi e dei formagggi dei pastori e dei carabinieri e del velluto e dei gambali e delle tradizioni millenarie e della natura incontaminata e delle spiagge cristalline e della generosità e dell'accoglienza delle nostre genti e tutto questo ciarpame maledetto che ci assilla e ci soffoca da centocinquant'anni, dovrei fare il tour dei Circoli dei Sardi della penisola e andare ospite della televisione nazionale in programmi in cui sarei indicato allo stupito Paese come il pinguino ammaestrato, l'incredibile indigeno dell'isola di Sardegna che sa anche leggere e scrivere, l'ennesimo narratore di una terra inenarrabile, di un mondo arcaico e affascinante fuori dal mondo e dalla modernità, Dio mio -

Così avrebbe proclamato Corda nel suo stato di alterazione etilica in una sala pietrificata dalla sorpresa mentre gli organizzatori si chiedevano se non fosse il momento di salire sul palco e togliersi il microfono dalle mani

- E in effetti, signori, io non riesco a capacitarmi del fatto che il mio raccontino sia arrivato tra i primi , non riesco a capire come abbia potuto una giuria di paesani come questa premiare un racconto folle e sbrindellato come il mio, non lo capisco, voi siete dei paesani innamorati dell'etnico posticcio, di questo sono profondamente convinto pur non conoscendovi, semplicemente perchè i quattro quinti dei vostri coetanei dell'isola sono così, con i portachiavi dei nuraghe in sughero fatti in Cina, uguali ai siciliani con gli appendichiavi a forma di pupi e ai gallesi con le loro magliette con i draghi e a tutti gli altri piccoli popoli periferici e ridicoli, io sono fermamente convinto che tra le vostre opinioni ci sia, scolpita nel marmo, che Grazia Deledda sapesse scrivere davvero, che quella donna che ha osato chiamare un figlio Sardus, che quella meretrice maledetta spacciatrice di luoghi comuni facili e adulterati, che la nostra matrona malefica fosse una narratrice raffinata, e sono sicuro che invece non sapete per esempio chi sono Raymond Carver e Philip Roth, che non abbiate mai letto una sola pagina di questi eccelsi scrittori non sardi, questo ebreo e questo yankee addirittura contemporanei, orrore, voi mi fate schifo-, avrebbe detto Corda all'improvviso diventando rosso paonazzo rubicondo, - Io voglio dimettermi da sardo, qui e ora a San Gavino davanti a voi, io sono il vostro nipote frocio che scappa a Londra per farsi i cazzi suoi, io sono vostro nipote drogato che scappa ad Amsterdam pur di non morirvi accanto, io sono vostro nipote disoccupato che vuole il sushi e se ne frega del porchetto al mirto e dei dolci di formaggio prodotti da un macchinario cinese in uno stabilimento a Macomer, siamo tutti globalizzati, signori, voi come me, non c'è scelta, è così, prendetene atto, io sono un fallito ma almeno vorrei essere un fallito americano, quanto lo vorrei, un fallito globalizzato, un fallito del mondo, non un patetico scrittore mancato di un'isola assurda, di un paese come il mio e come il vostro -, così avrebbe detto quella sera il mio amico Corda facendo cadere sul pavimento di quella sala comunale il suo piatto ricordo di ceramica artigianale e spezzandolo in centomila pezzi e provocando un rumore terribile e generando un sentimento di infinito scandalo tra i presenti e inimicandosi per sempre il pubblico dei suoi lettori di San Gavino, secondo quanto racconta il mio amico Licheri che era presente alla scena.

2 commenti:

Lollodj ha detto...

Ok, ammetto che il paragone tra un romanzo sardo e generazione x mi pare un po' pretenzioso, ma mi fido di te e il libro entra nella lista di cose da leggere (che inoltre di narrativa italiana non ne leggo da un po', anche se il libro di Max Pezzali mi ha tentato parecchio!!! [si scherza, eh...]) :)

Francesco ha detto...

eheh
well, non so se il paragone sia pretenzioso...me lo dirai quando e se leggerai questo Sardinia Blues.
Io ti dico che leggendo il romanzo mi è tornato spesso in mente Generazione x, e dunque per me un collegamento esiste, specie per quanto riguarda i protagonisti e il loro disincanto.
By the way..aspetto un tuo feed back!!
;))