Il protagonista di questo romanzo è un adolescente che oggi definiremmo "un numero primo", per dirla alla Paolo Giordano. Nel libro lo vediamo crescere e cambiare, o meglio ancora difendersi da un mondo che non gli assomiglia per niente.Ambientato in una Torino grigia e asettica, questo è un romanzo tenero e feroce, che parla di senso di inadeguatezza e di quanto sia difficile, in realtà, comunicare. Di come gli altri, spesso, siano dei pianeti lontanissimi.
Bel libro. Leggibile, divertente e amaro allo stesso tempo. Ha vinto il Premio Campiello.
Pensiamo che si cresca verso l'alto. Che idiozia! Le madri ad esempio, tu guarda come sono fiere che i loro pargoli crescono in altezza. E invece bisognerebbe scavare sotto i piedi dei figli, e vedere lì nella terra, quanto sono cresciuti. Se no poi, da grandi, cadono. Cadono a faccia in giù, come pali mal piantati nel terreno, senza radici.


0 commenti:
Posta un commento